Polites

Intervista all'autore


Come è nata l'idea di questo libro?

Dall'osservazione quotidiana e meticolosa della cronaca del ventennio 1994-2014, e del comportamento e delle affermazioni spesso oltre ogni limite di decenza dei nostri politici ed altri personaggi di potere. Il mio desiderio è stato illustrare nel dettaglio, anche per chi leggerà il libro in un futuro lontano, quello che è stata l'Italia in quegli anni e soprattutto la mentalità dei suoi abitanti.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

Il libro ha richiesto più di otto anni tra la prima stesura e le successive revisioni. La difficoltà principale è stata partire dagli episodi e dalle affermazioni da me raccolte da giornali e siti web per poi costruire, sulla base di esse, una storia coerente e verosimile. Ho dovuto altresì svolgere un rigoroso fact-checking in modo da essere certo che determinati atti, frasi o comportamenti fossero attribuibili con certezza ad un dato personaggio. Inoltre ho dovuto documentarmi sul funzionamento delle varie tecnologie menzionate ed accertarmi della correttezza delle numerose espressioni dialettali utilizzate nei dialoghi.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Il meccanismo del contrappasso unito alla condanna morale dei potenti si rifà alla Commedia di Dante Alighieri, così come l'alternanza tra toni aulici e volgari assieme ad un certo uso di toscanismi e parole volutamente arcaiche e desuete, da me utilizzati con intenzione sarcastica ed irrisoria. Il modo di raccontare la triste realtà contemporanea mischiandola ad elementi fantastici in chiave di favola, tra animali senzienti e personaggi umani grotteschi, mi è stato invece ispirato dalla lettura dei romanzi del grande Stefano Benni.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Un seguito del romanzo con una seconda metempsicosi degli spiriti dei politici e degli altri personaggi pubblici che si sono distinti durante la pandemia per la loro arroganza, prepotenza ed ambiguità ideologica. Inoltre sto lavorando ad un saggio per illustrare la strategia ZeroCovid seguita dai Paesi dell'Estremo Oriente e che in Occidente è stata vista come un vero e proprio tabù, al punto da essere rifiutata da chiunque e non essere minimamente menzionata dai principali media.